Renzo Piano Building Workshop
La mostra di Renzo Piano alla Triennale di Milano (V.le Alemagna) è innanzitutto musica. Nella prima sala troneggia la partitura di Berio, “Stanze” (2003) per basso e orchestra. L’ascolto ben si adatta all’affollarsi di gente al tavolo a guardare i disegni, i plastici alle pareti, i post-it autografi che documentano l’originalità, il disordine creativo.
Nella seconda sala, si ascoltano rumori, suoni ispirati all’incrocio tra architettura, musica e lavoro. Si viene improvvisamente colpiti da suoni di clacson, di nave, voci… Un ampio settore è dedicato al Beaubourg, l’attenzione viene catturata da foto, video sonorizzati (pianoforte, stavolta), mappe reali enormi di Parigi (in fine mostra anche una mappa gigante di Milano per illustrare il progetto di riconversione dell’area ex Falck).
Ci si sposta virtualmente a Berlino con l’edificio dedicato al cinema a Postdamer Platz; poi uno sguardo a Genova, alla risistemazione dell’area portuale, al Lingotto, all’ariosa aula di preghiera dove è nato Padre Pio.
Riferimenti espliciti alla musica nel plastico del progetto per l’Auditorium di Roma con le tre sale di dimensioni differenti per differenti spettacoli.
Una visita d’obbligo per il ruolo che Torino avrà nel 2008 come luogo d’incontro per gli architetti di tutto il mondo. pg
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