Felice Casorati e la sua scuola (Palazzo Salmatoris, Cherasco)
La mostra è curata da Carla Bertone e prosegue fino al 17 dicembre. L’occhio curioso incontra immediatamente un insieme di limoni e uova che si ritroveranno, separati, nel bel video di Barberi (Conversazioni, 1996), in cui il figlio del pittore, Francesco, ripercorre gli anni ‘20 e ‘30, quando il padre si circondava di amicizie importanti (p. es. P. Gobetti che gli dedica un saggio) nello studio di V. Mazzini. Scorrono testimonianze di Paulucci (gruppo dei 6), Lalla Romano, Aimone, Vallora, Sartoris.
Nel dopoguerra, fare scuola fu una necessità per Casorati ma si trasformò presto in passione, così come si innamorò della residenza estiva di Pavarolo, le linee dei campi ammirati nell’eporediese sono un riferimento costante. Appaiono anche dietro "Donna con le carte" del 1954 che rappresenta l’immagine manifesto della mostra. Anche le carte erano una mania per il pittore, un gallerista ricorda il suo barare con il settebello a scopone.
L’architetto Sartoris ne ricorda la collaborazione per il teatrino privato commissionato da Gualino e puntualizza sul culto della bella forma che caratterizza la carrellata di nudi femminili (a matita) presenti nella mostra. Tra gli insegnamenti ricevuti da Casorati, il colore come quarta dimensione. Vallora ricorda le sonate di Haydn con il pittore, violino e pianoforte. A Cherasco, si ammirano lo Studio su Beethoven (anni ‘50), "Chitarra e brocca", una splendida "Suonatrice" (flautista), su sfondo blu.
Su Torino, una bella veduta del tram che passa sul ponte di P.zza Vittorio (1926), ripreso con immagini attuali nei primi fotogrammi del video citato. In un quadro appare la moglie, Daphne Maugham, anch’essa pittrice e presente al secondo piano tra i principali allievi del maestro, Francesco Tabusso, Albino Galvano, Nella Marchesini, Paola Levi Montalcini. Sempre nel video, si raccontano le peripezie di un allievo che, staccato dal lavoro della fabbrica, si rintanava in una sala dell’atelier fino alle tre di notte. Interessanti i colori e la verticalità del quadro "Marionette" (1914). Infine, la tensione del movimento è palpabile nel quadro a carboncino "La danza" (1938).
Del figlio di Casorati, Francesco, a Torino vedremo accendersi dal 4 novembre "Volo su…", una delle luci d’artista, posizionata in V. P. Micca. Tra le più note opere di ManifesTo, il "Teatrino con cavallino verde" (2002). Molte opere in mostra provengono dalle Gallerie d’arte Berman (V. Arcivescovado 9/18), Narciso (P.zza Carlo Felice 18), Biasutti & Biasutti (V. Bonafous 7/4)… tutte da visitare in occasione del vernissage di arte contemporanea che si terrà la sera dell’11 novembre
pg
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