Nicolas Winding Refn
Il giovane filmaker danese (classe 1970) è il protagonista della sezione “rapporto confidenziale” del 27° Torino Film Festival.
Refn è considerato il regista che lavora maggiormente sul tema della violenza e sui suoi effetti; per lui la violenza fisica è differente dalla violenza artistica: la prima crea distruzione; mentre la seconda ispira al ragionamento e alla riflessione, perchè l’arte può penetrare nell’ intimo e può indurre al cambiamento.
Questo è il motivo per cui Nicolas parla di violenza; oltre, ovviamente, per far emergere il mister Hide che c’è in lui.
I suoi lavori sono caratterizzati anche dal realismo e, come nella trilogia di Pusher, spesso i suoi attori non sono dei professionisti ma ragazzi di strada; persone che hanno gli stessi problemi, le stesse devianze e che hanno commesso gli stessi errori dei suoi personaggi.
Dal suo esordio nel 1996, a soli 26 anni, con il primo capitolo di Pusher, il regista ha raccolto una lunga lista di critiche positive; che non sono sempre state seguite da successi al botteghino; infatti la produzione di Fear X (2003) con John Turturro, gli ha causato addirittura la bancarotta e il fallimento della sua casa di produzione.
Nonostante ciò Winding Refn ha continuato il suo lavoro e ha prodotto nell’ultimo anno due piccoli capolavori: Bronson e Valhalla Rising, ovvero come la società non riesce a gestire il detenuto più costoso e violento del Regno Unito e come anche ai tempi dei Vichinghi la violenza è per l’uomo l’unico modo per affrontare ciò che non conosce.
La sua filmografia, corredata da Gambler,un documentario sul periodo del fallimento e della crisi economica e creativa, diretto da Phie Ambo (2003),è a disposizione di tutti coloro che in questi giorni intendono fare un salto al festival e che non vogliono lasciarsi sfuggire uno dei migliori registi della scena europea contemporanea.
Horusal
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