Inaugurazione XXIV edizione del Torino Film Festival
Sotto la Mole si può già respirare il clima internazionale immerso in un’atmosfera elettrica della XXIV edizione del Torino Film Festival. La magia del cinema in questo angolo di mondo sembra non dover tramontare mai. Dopo il Festival Cinemambiente e il primo premio "Set Torino Piemonte" che ha visto la premiazione di Dario Argento e Marco Tullio Giordana, si può cominciare con questa perla torinese che ha il vanto di essere il secondo festival di cinema più importante in Italia.
L’inaugurazione si è tenuta venerdì sera al cinema Massimo, con un grande successo e un’elevata partecipazione di pubblico coronata dalla proiezione in anteprima nazionale del film Flags of our Fathers di Clint Eastwood.
Il film, prima parte dell’attesissimo dittico sulla battaglia di Iwa Jima, ci porta a vivere il famoso sbarco delle truppe americane sull’isola giapponese. La storia ruota attorno ad una fotografia, quella scattata sulla cima del monte Suribachi in cui sei Marines issavano la bandiera americana. Quell’immagine che fece il giro del mondo diventò, per il popolo americano, il simbolo nazionalista della vittoria e della fine della guerra anche se fu scatta pochi giorni dopo lo sbarco e la guerra sarebbe durata ancora per quasi un mese. Eastwood in questo film riflette proprio su quanto un’immagine possa cambiare i destini, plasmare l’opinione pubblica e incidere sulla morale delle truppe; riflette anche sulla costruzione mediatica di eroi, sul senso della necessità di creare eroi, sulle verità di comodo e sull’uso politico della storia. Un film che non si dimenticherà facilmente.
Tuttavia dopo questa proiezione per me e Rusty la serata non è ancora finita. Grazie a Carlotta che è riuscita a farci avere l’esclusivo invito per il party del Festival ci avviamo al Museo del Cinema. Così entusiasti e speranzosi di fare incontri insoliti entriamo nella Mole. Avvolti nella magnifica scenografia del Museo, presto ci accorgiamo che la festa non è altro che un ritrovo mondano annaffiato da un po’ troppo Martini (uno degli sponsor del festival), che nulla a che fare con il cinema se non la meraviglia di questo luogo fuori dal mondo in cui ci si può sentire immersi in un universo fantastico dove tutto è possibile.
Davide G.V.
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