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14 f, 2009 da
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Sabato 28 marzo al Teatro SocialeG. Busca di Alba abbiamo assistito a Fragments ,l’attesissimo spettacolo teatrale di Peter Brook, opera che riprende alcuni frammenti del lavoro di Samuel Beckett e che nasce dall’accostamento di cinque cortissime pièce: Rough for Theatre I, Rockaby, Act without words II, Neither e Come and Go. Oltre a celebrare il teatro povero attraverso l’essenzialità scenica, Brook esalta la comicità tragica tipica del drammaturgo irlandese (“Non c’è niente di più comico del tragico”) e traspone con rigore filologico i testi beckettiani in scena.
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28 f, 2008 da
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La ricca giornata di Venerdì si è conclusa all’ auditorium del Chiostro con il seguitissimo cine- incoltro sull’ anteprima italiana del film sul famoso scalatore Patrick Berhault, con la presenza in sala di Patrick Edlinger rinomato grimpeur francese, del regista Gilles Chapaz e di Linda Cottino direttrice della rivista Alp.
Il film è una biografia per immagini voluta dalla famiglia di Berhault per diffondere la vita e le prodezze in altitudine compiute dallo scalatore secondo una ricostruzione il più possibile fedele alla sua vera personalità coraggiosa e problematica allo stesso tempo. Una vita spesso legata a difficoltà sentimentali che lo spingevano a “ fughe” sulle cime sempre più alte e a progetti sempre più rischiosi.
La fotografia suggestionante e le immagini ravvicinate realizzate durante le traversate, come spiega il regista, sono state rese possibili grazie all’ausilio di un elicottero e di un équipe specializzata di scalatori che hanno, per l’occasione, inaugurato tecniche innovative.
Edlinger ha poi spiegato come la morte di Berhault, avvenuta durante le riprese del film sulla grande scalata delle Alpi (82 cime in 82 giorni), all’immagine mediatica che lo scalatore ha voluto dare di sé negli ultimi periodi. “Patrick è rimasto vittima dell’ingranaggio mediatico, cercava le televisioni per sponsorizzare i nuovi progetti, ma la scalata era diventata una sfida mediatica e la telecamera era diventata per lui una presenza suggestionante. Non era solo più guidato dall’istinto”.
Speriamo, dunque, che questo film, a quattro anni dalla scomparsa di Patrick, possa almeno rendere giustizia del suo coraggio e possa essere distribuito nei circuiti internazionali non solo riservati alla cerchia di appassionati scalatori.
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28 f, 2008 da
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Anche i bimbi sono stati resi partecipi di questo festival: gli incontri alla biblioteca Pietro Ceretti a Villa Maioni si rivolgono infatti anche a loro.
I musicisti Giovanni Caviezel e Roberto Piumini, Venerdì 27, hanno intrattenuto una folla di “under 10” con lo spettacolo interattivo “ UN MATTINO DI ZUCCHERO”. Danze mimate, canzoni e storie fantastiche li hanno coinvolti in un’ atmosfera divertita e coinvolgente, senza escludere la partecipazione dei più grandi, anche loro impegnati nelle danze.
“Mi è piaciuto tantissimo e tornerò anche i prossimi giorni”, “ Vorrei che lo facessimo più spesso, quest’ anno è ancora più divertente dell’ anno scorso!” : questi alcuni dei commenti sinceri ed entusiasti dei più piccoli.
Possiamo dunque ritenere centrato l’ obiettivo artistico e pedagogico dei due autori: “Ci importa soprattutto comunicare ai bimbi messaggi etici unendo musica, disegno, mimica ed interazione teatrale, trasformandoli nei veri protagonisti dei nostri spettacoli”.
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28 f, 2008 da
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Doppio appuntamento questa mattina a Letteraltura con Anne Dominique Ménatory, figlia del grande etologo Gérard, fondatore del parco Gèvaudan presso cui la figlia vive e lavora a contatto con i lupi da oltre quindici anni. Proprio di questa sua passione ci parla quest’oggi la studiosa, soffermandosi in particolar modo sul falso immaginario del lupo visto come animale malvagio e crudele: “Il lupo non uccide mai l’uomo, ma caccia esclusivamente per nutrirsi , al contrario di alcuni cani randagi, spesso i veri responsabili delle uccisioni del bestiame”. Argomenti caldi che suscitano polemiche tra gli ambientalisti, che difendono il lupo come specie protetta, e gli allevatori di bestiame che vorrebbero poter reagire in caso di attacchi agli allevamenti.
Interessanti le analogie e le differenze tra l’organizzazione del lupo e quella dell’uomo: entrambi formano gruppi in cui si formano legami di tipo gerarchico. Il lupo vive in clan in cui il potere è detenuto dalla coppia alfa costituita dal maschio dominante assieme alla fedele compagna scelta in tenera età.
Nella loro riserva, ci spiega la Ménatory, è possibile conoscere più da vicino la vita del branco grazie a visite guidate nella parte del parco aperta al pubblico. “Io per rilassarmi preferisco addentrarmi nella parte più selvaggia, dove i lupi sono meno abituati alla presenza umana”. Sottolinea inoltre quanto sia importante non desiderare il possesso del lupo, perché non solo l’odio ma anche l’eccesso d’amore è deleterio per la specie. “Quando sono in mezzo a loro vengo riconosciuta ma non mi spingo oltre, non hanno bisogno di essere addomesticati, in questo mi hanno insegnato molto”.
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