Il 3D: Bob Whitehill
Anche quest’anno la tradizione del View si ripete con il Viewfest e la View Conference.
Alla View Conference si inizia subito, mercoledì 4 Novembre, con una presenza decisamente importante: Bob Whitehill.
Anche quest’anno la tradizione del View si ripete con il Viewfest e la View Conference.
Alla View Conference si inizia subito, mercoledì 4 Novembre, con una presenza decisamente importante: Bob Whitehill.
Il 26 Giugno, in un giorno estremamente caldo dell’estate torinese, ho avuto la fortuna di incontrare Maria Elena Gutierrez, la Direttrice della VIEW Conference, il festival di cinema e produzioni digitali, che si è svolto a Giugno a Torino.
Sabato 7 Giugno 2008 al Viewfest è stato presente Richard Farmer che con Guy Shelmerdine costituisce il duo californiano Happy.Happy è un gruppo molto discusso per una ” visione provocatoria” del reale. Hanno iniziato con la pubblicità per poi passare alla produzione di video musicali e cortometraggi.
Venerdì 6 Giugno 2008, come attività collegata al Viewfest, si è svolto a Palazzo Nuovo il workshop “Dai mondi immaginari alle storie vere” tenuto da Craig Foster, disegnatore e creativo della Pixar.
In questo ruolo da professore, inusuale per lui, ha parlato del suo lavoro di grafic artist e della differenza tra i 2 film a cui ha partecipato (Cars e Ratatouille).
Ha spiegato in cosa consiste esattamente il suo compito, ossia rendere realistici mondi diversi e artificiali.
Si è soffermato sulla realizzazione del movimento e sulle modalità con cui è riuscito a ottenere la sensazione di realtà sovrapponendo un disegno, realizzato tradizionalmente, a un modello 3D.
Ha sottolineato l’importanza, in Ratatouille, dell’idea giusta per la grafica di un libro di cucina che, per essere credibile, deve essere simile (ma non uguale) alla grafica di un libro realmente esistente.
In Cars ha parlato dell’enorme lavoro per inventare e realizzare le etichette, di sponsor inesistenti, sulle macchine da corsa. Ha spiegato la necessità di queste etichette che sovente non si vedono ma di cui, se non ci fossero, se ne percepirebbe l’assenza.
Alla fine della lezione si è avuta conferma delle enormi possibilità tecniche del digitale ma si è scoperto. inaspettatamente, del suo bisogno di realtà per diventare vero.