Roy Paci & Aretuska
Giovedì 24 aprile al Tavarock si è ballato e sudato con… Roy Paci & Aretuska.
Seconda serata del TavaRock 2008, ricomincia la danza delle pettorine gialle dei volontari addetti al parcheggio, è una cosa piacevole da guardare. Ad Aprile questo paesello di poche anime diventa l’emblema della mobilitazione, uno spirito da pro loco come questo non l’avevo mai visto. Sembra che quest’anno ne valga la pena più che mai, lo si è visto dalla prima serata (un boom di gente) e lo si vede da questa prima ancora che inizi. Questa volta abbiamo parcheggiato dopo il cavalcavia, e fidatevi, è un po’ distante dall’ area concerti, ma nel tragitto a piedi ne approfittiamo per respirare l’aria buona di campagna…peccato ci sia venuta voglia di sigaretta molto presto. Siamo carichi? Lo siamo! Ci aspettano sul palco ROY PACY e gli ARETUSKA, ma prima di entrare i consueti saluti con gli ormai amici dello staff.
Scena 1: Palatenda, interno-notte: c’è più gente di quanto pensassi, ma domani è il 25 Aprile ed è più che legittimo far festa fino a tardi. Assaporiamo l’aria di questa sera: dopo che i VINAGRO e NAIF FEMMININO ANARCHICO hanno suonato sul palco c’è un’ atmosfera da valige tappeti e narghilè, è tutto piuttosto a misura di viaggio da fermi; ma stiamo aspettando colui che porterà Sicilia, Giamaica, Spagna , Brasile e Cuba sul palco davanti a noi in stile Last minute travel. Eccolo! Fa un certo effetto vedere lui e la sua amata tromba dal vivo, un po’ come Batman e Robin , o meglio, Diabolik con la sua Eva Kant. Esplode il pubblico, tutta la costruzione del palatenda è una pentola dove l’ acqua è giunta a bollore, si butti la pasta!! Gli Aretuska sono fantastici solo a vederli, gli obiettivi delle macchine fotografiche stasera hanno davvero pane per i loro denti, e il mio compagno di TavaRock Bob ve lo dimostrerà! E poi che dire, la tromba lucidissima è posta su un piedistallo con il drappo della Sicilia bedda, aspetta il suo padrone, che arriva, che saluta, che emana vibrazioni positive,che ha tanta voglia di parlare con il pubblico, sia a parole ma soprattutto a suoni.