Postato:
10 f, 2010 da
Mauro
Finisce un’intensissima settimana che ha catapultato Torino direttamente nel gotha mondiale della musica elettronica…
Dopo il Movement arriva ClubToClub 2010, e bastano i numeri:
3 città
4 serate
8 location
62 artisti
25.000 partecipanti
Continua a leggere →
Tags: Club to ClubClub to ClubMauroMusica
Categorie
Senza categoria
Postato:
10 f, 2009 da
Pablito
Un inglese, un produttore e un afro-americano. Potrebbe essere l’inizio di una barzelletta raccontata al bar dello sport, invece è la line-up finale del sabato sera torinese targato Club to Club. Nathan Fake, Jeff Mills e Carl Craig, uniti per dare libero sfogo ai corpi e alle menti dei giovani di questa città.
Il primo, nato e cresciuto nella contea di Norfolk, a soli 20 era già considerato uno dei talenti più cristallini nello scenario Minimal. L’osannato autore di quel The Sky Was Pink che anche le nonne hanno imparato a ballare, negli spazi angusti della sala rossa, ha saputo spaziare tra i diversi suoni rievocando tonalità in stile Orbital, Mogwai e Boards Of Canada. “Dio salvi la regina, il West Ham e Nathan Fake“: un giorno, probabilmente, accosteremo il suo nome a quello del grande maestro Aphex Twin e il compimento potrà ritenersi raggiunto.
Continua a leggere →
Tags: Club to ClubClub to ClubMusicaPablito
Categorie
Senza categoria
Postato:
09 f, 2009 da
Pablito
Notte inoltrata alla periferia sud di Torino l’attesa di Kavafis è terminata. I barbari sono finalmente giunti e l’insurrezione è scattata. Il male ha vinto e nessuno ha potuto opporsi. Nessuno può salvare il Club to club. Nessuno può salvare lo State of indepen/dance, lo stato dell’indipendanza, con quelle improponibili banconote Tuxel e il suo inno firmato Teho Teardo. Lo stato è crollato all’impatto violento con barbari del calibro dei Bloody Beetroots.
I due, forti del successo internazionale, provano come Bassano non produca solo grappa e leghisti ignoranti. Un Hiroshima mon amour strapieno fa da sfondo al golpe rivoluzionario di Sir Bob Cornelius Rifo e il fedele sgherro Tommy Tea. Qui non c’è spazio per movenze cordinate e aggraziate, quelle lasciatele al French connection di Laurent Garnier al Supermarket. La forza dei bassi eccita i rivoltosi che ballano. Scolo a goccia il mio beverone e mi butto tra la folla che inizia a pogare. Gli eccessi inibiscono la percezione di dolore mentre uso i gomiti fin sotto il palco. Dall’alto della consolle i due dj stretti nel loro passamontagna con le sembianze di Spider Man si agitano nervosamente. Come nella striscia della Marvel mi ritrovo a cavalcare per aria la magalopoli newyorkese a caccia del cattivo di turno. Bobbie mixa spazziando dall’electro, il rock fino all’ hip hop old school mentra Tommy graffia con i suoi samples. Adrenalina pura l’oscurità ha preso il sopravvento. Le sonorità sintetiche da rave party strizzano l’occhio alla violenza del punk in una combinazione esplosiva. Gli steccati tra i generi musicali cadono nella loro musica anarcoide. Le urla danno il benvenuto a Cornelius e al suo beat inconfondibile. All’appello manca solo il tuffo sul pubblico di Steve Aoki come nel video. Le casse esplodono e tra le luci colorate mani si alzano invocando la parusia del dio Caos. C’è chi chiede uno spruzzo e barcollando si avvicina alla porta. C’è chi festeggia la sua laurea inutile ballando senza sosta.
Continua a leggere →
Tags: Club to ClubClub to ClubMusicaPablito
Categorie
Senza categoria
Postato:
09 f, 2009 da
Pablito
Bla-bla bla-bla bla-bla. Avete mai notato lo strano disturbo linguistico che colpisce le persone che partecipano ad un vernissage di una mostra o esposizione d’arte? “E’ Favoloso”; “Voglio andare a vivere a New York”; “E’ un mio carissimo amico”. Ogni conversazione la stessa cosa. Bicchiere in mano, scarpe lucide e sorriso falso interessato. “Amo la fotografia e l’arte, faccio la modella”. Mi dice Francesca con le sue belle labbra rosse fuoco. Io penso subito ad altro, mentre la luce gialla del neon riempe questa parte del Lingotto tirata a lucido per Artissima. All’ingresso la selezione è rigida. Si entra solo su invito. Io faccio lo spaccone, ringrazio il cielo e soprattuto la stanchezza di un’amica che gentilmente mi ha detto: “Vuoi andare al posto mio?” Fuori una Porche per poco non stende due ragazze. Io guardo il bellimbusto conducente e lo maledico con gli occhi. Lascio alle mie spalle un Lingotto in paillette e incravattato che ha dimenticato le tute blu. Al polso ho il braccialetto dorato, al collo il cordoncino rosso con l’accredito. Stasera inizia il Club to Club.
Al Carignano non mi hanno fatto entrare. Pochi posti e tutti esauriti da tempo. Al Motorvillage, invece, è tutto più semplice e in pochi minuti sono già sotto la consolle. Vigili del fuoco in divisa braccano i clandestini della sigaretta fumata di nascosto. Quest’anno non c’è Benga, ma almeno hanno cancellato quel ridicolo divieto di bere in pista per non rovinare la moquette. Come da copione anche quest’anno il Club to Club ambienta qui il suo evento inaugurale. Il festival di musica e arti elettroniche, dopo il successo dell’anno passato, riparte con la nona edizione e un ricco cartellone di artisti del Gotha dell’elettronica. “State of independance“, come recita il flyer, è il tema di questa edizione. Citazione nemmeno tanto celata di una celebre canzone dei Vangelis poi portata al successo dai ricci neri di Donna Sammer negli anni Ottanta. La serata riservata ai pochi fortunati in possesso degli inviti celebra l’inglese Warp record, punto di riferimento incontrastato della scena.
Continua a leggere →
Tags: Club to ClubClub to ClubMusicaPablito
Categorie
Senza categoria