Incanti: Le Mosche
Posto una nuova recensione a più di un mese dallo spettacolo. Questo può voler dire tre cose:
-sono pigra
-il Festival Incanti mi ha stremato spiritualmente, quindi era ricco di stimoli
Posto una nuova recensione a più di un mese dallo spettacolo. Questo può voler dire tre cose:
-sono pigra
-il Festival Incanti mi ha stremato spiritualmente, quindi era ricco di stimoli
Ho letto il Signore delle mosche diversi anni fa. La sera in cui sono entrata nella sala piccola della Casa del teatro pensavo alle sensazioni che mi aveva lasciato la lettura di quel libro. Nella mia memoria c’erano una spiaggia e un gruppo di bambini che, costretti a vivere su un’isola deserta e selvaggia , si ricostruiscono, poco alla volta, una sorta di società con le sue regole e i suoi capi.
In scena due attori, una tavolo con della sabbia – ecco la spiaggia che ricordavo !- un fondale e una sorta di piantana verticale nascosta da un tessuto nero.
Cuttlas, Personaggio-Fumetto di corda si presenta in modo simpatico.
Il prologo viene fatto interamente in ombra. Piccole grandi sagome scorrono come un avventura western sul telo bianco. Un pianista dal vivo accompagna allegramente le comparse dei personaggi. Tutto scorre veloce.
Per me è il secondo spettacolo del festival.
Il palco della sala grande della Casa del Teatro è ricoperto di pannelli per proiezione. A prima vista possono sembrare pannelli di cartone.
In scena entrano i due interpreti. L’atmosfera è rarefatta, le musiche che introducono l’azione, e che la accompagneranno poi per tutta la sua durata, sono ispirate all’elettronica, rarefatte anche loro.