Teatro a Corte – Venaria
Il 25 Luglio è stato il giorno del gran finale dell’edizione Teatro a corte 2010, in un luogo all’altezza dell’evento come la Reggia di Venaria.
Il 25 Luglio è stato il giorno del gran finale dell’edizione Teatro a corte 2010, in un luogo all’altezza dell’evento come la Reggia di Venaria.
Anche quest’anno si è ripetuto l’appuntamento con il festival Teatro a Corte.

Domenica 18 Luglio, al castello Cavour di Santena, ha avuto luogo “Storia d’Italia in 150 date”. Questo recital, con i testi di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini, è stato estremamente piacevole e curioso.

Bruno Gambarotta e le sorelle Suburbe hanno dato vita ad un’unità d’italia diversa, sconosciuta e non scritta sui libri di storia.
L’ironia è protagonista di questo racconto interessante, che in questa versione arriva fino agli inizi del novecento, ma che verrà sviluppato fino ai giorni nostri.

Simpatiche le sorelle Suburbe, spumeggianti nella loro “ironia Sabauda”, in cui le battute in dialetto danno un sapore popolano irresistibile.
lo spettacolo sicuramente ha invogliato a riprendere i libri di storia, per rispolverare la memoria sulla nostra storia ufficiale e ha creato molta curiosità per la storia “ufficiosa”.
E’ la sera di giovedì 23 luglio per un altro spettacolo di Teatro a corte. Sono al castello di Rivoli, sede del Museo d’Arte Contemporanea. Una grande gabbia, 8 metri di diametro e 4 di altezza mi accoglie e sorprende un po’. Il luogo è adatto per ospitare questa performance, ed è sorprendentemente giusto anche l’abbinamento tra lo spettacolo contemporaneo e questa Residenza Sabauda.
Caratteristica specifica del festival.
Protagonista è la Compagnie furiosas di Carmen Blanco Principal. Questa compagnia arriva dal Belgio e presenta Slipping: un viaggio nella difficoltà di esistere di un giovane uomo. Si tratta di un passo a due che racconta una storia d’amore tra danza, teatro e arti acrobatiche, certamente uno spettacolo dal grande impatto visivo. Ed in effetti, nonostante la particolarità della messa in scena, sembra che la realtà raccontata sia quella contemporanea.
Questa compagnia non ama le classificazioni o essere inserita in una categoria e preferisce altri spazi rispetto a quelli teatrali classici, lavorando sulla linea di confine tra detto e non detto, interiorità ed esteriorità. I ballerini: Pierre Yves de Jonge and Cille Lansade hanno studiato alla Circus School Esac di Bruxelles e si arrampicano alle sbarre della gabbia, saltando da un punto all’altro con incredibile agilità. Fondamentali però sono le emozioni e le suggestioni che lo spettatore percepisce e il riscoprire una verità dimenticata: il linguaggio del corpo supera quello della parola.